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Ada Cardilli
Via G. Garibaldi, 50
40026 Imola (BO)
Cell -
340.2628329
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Ada Cardilli nasce a Roma nel 1962, è sempre vissuta a Roma
fino al 2002, quando si è trasferita a Imola (BO).
Fin dalla tenera età è sempre stata appassionata di disegno, passione che
ha coltivato costantemente, pur senza frequentare scuole o accademie, ma
sviluppando le sue capacità e sensibilità unicamente attraverso il
costante impegno ed approfondimento propri dell'autodidatta.
Negli ultimi anni è passata così dal semplice disegno ai colori ad olio ed
alle tele, nonché alle opere in pirografia, dove i chiari e gli scuri
delle incisioni, a calore sul legno vivo, ben raffigurano l'interiorità
delle sue opere.
Ada Cardilli è infatti essenzialmente un'artista che cerca, in ogni sua
opera, di rappresentare oltre all'esteriorità della stessa, anche i
simboli che le figure, i corpi e gli animali esprimono. Ciò deriva
essenzialmente dalla sua profonda conoscenza del simbolismo, materia da
lei studiata per anni..
In sostanza, le sue opere esprimono la sua passione per tutto ciò che
l'anima vuole comunicare.
Laura Mercuri (Curatrice di mostre)
dice di lei:
Le opere di Ada Cardilli sono il risultato
di un costante percorso di crescita e trasformazione.Da grande studiosa e appassionata di
simbologie, l’artista propone nelle sue tele temi a lei cari e sentiti;
attraverso opere che lasciano intuire la forte carica espressiva di cui è
dotata.
Ada Cardilli è attratta dal mondo naturale
e sovrannaturale degli Spiriti; nelle numerose rappresentazioni femminili
l’artista ritrova il primordiale senso del mistero legato alla donna che
ha in sé la forza vitale di generare la vita.
Nell’opera “Rinascita” una figura di donna
si erge luminosa in associazione al simbolismo della luna; astro che
cresce, decresce e scompare, in un eterno ritorno alle sue forme iniziali,
astro dei ritmi della vita. Simbolo cosmico, rappresentante il
versante fecondo di tutte le cose, l’immaginazione, l’inconscio, il sogno. Una pittura così fortemente simbolica
rigenera l’artista e l’osservatore che si ritrova immerso in una
fascinazione surreale.
Ada Cardilli è mossa nella sua arte da una
spinta viscerale fortissima verso l’interiorità e l’anima delle cose. Spesso la bellezza è in grado di innescare
processi che stimolano un interesse per i contenuti sottesi in un’opera
d’arte.
Il gusto del bello e la grande passione
per l’opera d’arte hanno permesso a quest’artista sensibile di coltivare,
attraverso il costante impegno, l’arte pittorica.
Tratti netti e decisi, accurati,
raccontano temi di forte impatto simbolico come nell’opera la “Potenza”;
la tigre e il leopardo, animali – simbolo in Asia, per tradizione
richiamano alla mente la pioggia, l’acqua, la fertilità.
Ada Cardilli nella sua ricerca espressiva
è passata dal disegno, alla tecnica olio su tela, approdando alla
pirografia per definire con maggior enfasi i contrasti. “L’equilibrio dell’energia” è un’opera materica dalla tecnica ricercata con rifiniture in oro zecchino a fuoco;
regno dell’essenza segreta di tutte le cose, senso primordiale dell’uomo.
Il mondo rappresentato da Ada Cardilli è
vicino e allo stesso tempo “altro”; queste opere ricche di sentore
mistico, magia e spiritualità, mettono in contatto l’osservatore con
“qualcosa” che si riteneva perduto. Il fascino surreale di “Spirito della
foresta” dai toni sfumati, avvolgenti, è la massima espressione dello
spirito poetico dell’artista.
La pittura emozionale della Cardilli
invita a recuperare il contatto con la sacralità del quotidiano, il Soffio
Vitale, il Divino. Le opere “Il Saggio” e “Donna Medicina”
testimoniano questo invito, lo sciamano mediatore tra gli uomini e gli
spiriti grazie alla padronanza di tecniche estatiche e divinatorie.
“Donna Medicina” che richiama alla mente
le herbarie della tradizione occidentale, propone, come le altre numerose
figure femminili della produzione pittorica di Ada Cardilli, la
sacralità dell’archetipo della Dea Madre, secondo Jung radicato
profondamente nella mente di ciascuno di noi prima della nascita, poiché
facente parte dell’inconscio collettivo universale.
Questa pittura è lo specchio di una
visione aperta al mondo, questa pittura è lo strumento con il quale
l’artista canta la bellezza delle tradizioni e dei rituali, un inno alla
vita.
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